Quando tutti gli altri piangono
Alla ricerca della neve più bella in una magra stagione,
nelle romote vallate dei Sibillini
di Fabrizio Falfari
Foto © Alessandro Petrini, Simone Balestra e Fabrizio Falfari





La nebbia e’ sicuramente il pericolo numero uno in montagna.
Nello scialpinismo e in ambienti aperti privi di boschi, come le vaste aree dei sibillini, il problema può essere sempre in agguato.

Conoscere l’ambiente può servire fino ad un certo grado di visibilità,’ma se la visibilità è proprio “0”, allora è un’altra cosa…
Visibilità “0”, quando non riesci a vedere le punte dello sci. Una situazione poco frequente, per fortuna, ma che a volte può capitare.
Sciare in queste situazioni, anche in zone sicure come valli senza grossi pericoli, può provocare spesso, ve lo assicuro, vertigini nausea perdita assoluta della cognizione dello spazio percorso e del dislivello effettuato, soprattutto a bordo degli sci: un piccolo avvallamento può diventare critico anche a bassissime velocità.
Con la nebbia, portare con se uno degli ultimi modelli ultra precisi di GPS può essere utile, ma bisogna essere bravi conoscitori dell’apparecchio e saperlo interpretare.
E’opportuno ricordarsi di non affidarsi solo allo strumento, su pendii ghiacciati, ripidi ed esposti, anche se minimo e’ il loro errore.
La velocità di movimento in montagna, lo sappiamo tutti, e’ fondamentale “tanto più veloci si è tanto più probabile e’ la riuscita del nostro progetto”, ma non sempre si può essere veloci come si vorrebbe…
La nebbia complica tutto, tutto è rallentato. Il gruppo dovrebbe procedere più unito, in presenza ghiaccio l’assenza di orme non aiuta chi viene dietro a seguire lo stesso percorso, così spesso è meglio togliersi gli sci e procedere a piedi, magari con ramponi e piccozza scegliendo la via più evidenziabile e sicura rispetto ad una corta , pericolosa ed esposta.
Tentare di riaffiorare dal mare di nebbia è un espediente che, anche se certamente più faticoso, può aiutare ad evitare un traverso esposto ed magari… ”chiacchierato”.








Nella nostra uscita del 16 gennaio 2010 si dice quando la passione è tanta, c’e’ sempre voglia di fare qualche cosa, soprattutto in una stagione magra come la questa nostra.
Se poi c’è una buona compagnia, come quella di Simone ed Alex, è tutto più invitante, e così anche in un’orribile giornata di nebbia… si va a vedere un po’ più in alto… magari sopra le nuvole le cose sono più belle…
C’è chi con un tempo uggioso e triste e non esce di casa, chi ripiega in grotta o in altre attività per non prendere fregature e chi non si scoraggia e ci va vedere!
La neve dovrebbe essere veramente poca… però… in certi posti… il sole ma.. forse…

Lassù però a volte c’è il ” Paradiso”!














questa volta e’ proprio cosi, assenza di vento, sole a palla, neve soffice, almeno su un versante, veloce e naturalmente incontaminata!
Fatta una discesa si decide subito di farne un’altra











Ma ahimé! …la nebbia ci sta aspettando, stavolta stranamente ad una quota molto più in alta, dietro all’altro versante della montagna!

Passo Cattivo deve essere evitato, troppo fitta è la nebbia.
Cosi ci aspetta a piedi una cresta sud, lunga, erta e faticosa.
Si risale, ma dove? Sì, in paradiso, da li si domina tutto… Il sole e’ormai rosso…
Evitato il brutto traverso, possiamo rientrare!









Ma le sorprese non sono finite… improvvisamente la nebbia si dilegua e cosi possiamo fare un'altra discesa! Tutto il versante sud del Bove è ghiacciato… ed altamente abrasivo…












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