OROPA FREERIDE 2009
Un posto d'altri tempi

di Lorenzo Campanile
foto: Lorenzo Campanile, Gabriele Cervoni, Eugenio Giannoni




E’ un buio terrificante e un freddo al limite del sopportabile e l’atmosfera quasi surreale, cominciano anche a suonare le campane, sono 12 tocchi, la fatidica MEZZANOTTE.
Con incedere lento, un po’ stanchi ed un po’ impauriti io, Eugenio e Gabriele varchiamo il cancello del santuario di Oropa alla ricerca del Guardiano notturno con le chiavi delle nostre “stanze”.
Oropa, (già il nome suona strano, il posto è invece a dir poco assurdo) è un monastero enorme, quasi interamente disabitato ai piedi delle montagne di Biella , ci accoglie in una notte gelida per una gara di freeride.
Da uno dei lunghi corridoi vuoti del monastero finalmente dopo vani minuti di ricerche, compare un pallido guardiano con le chiavi per il nostro riposo.
Già ci aspettiamo delle inospitali cellette di stile francescano, ed invece le stanze calde ed appena ristrutturate sono perfette per poterci riposare e cominciare a prepararci per i prossimi giorni di gara.
Fuori nessuna luce, nessun rumore, siamo completamente al di fuori della vita normale. L’unica pecca : il letto! Stretto, corto e “brozzoluto”, con coperte in lana pesantissime che costringono la cassa toracica, forse era quasi meglio il letto a camber inverso dell’anno scorso.









Il risveglio è invece tutta un’altra musica, fuori splende un bellissimo sole, ed il santuario fantasma della sera prima comincia a risvegliarsi e popolarsi mostrando un volto più ospitale.
Con sci e scarponi in spalla scendiamo le lunghe scale di granito e ci avviciniamo alla vecchia funivia, che da pochi passi ci porterà su fino in cima alle montagne d’Oropa.
Arrivati agli impianti cominciamo a vedere alcuni volti noti, di riders più o meno bravi incontrati nelle passate gare di freeride e tanti scialpinisti di ogni età.
I più rumorosi sono sicuramente i ragazzi del Crinale, seguiti a ruota dai biellesi.
Appena saliti sulla funivia ci rendiamo conto di quanto sia bella la conca di Oropa. Esposizione perfetta al sole, morbidi pendii intervallati da immense rocce e canalini stretti. Il panorama è bellissimo e con Pave e Martino che salgono con noi già immaginiamo come sarebbe tracciare tutto quel ben di Dio in giornate di polvere.
Dopo la funivia retrò modello Courmayeur ci aspetta un’altra perla: la temibile” bidonvia” tipo Balma (o tipo Sarnano per chi è pratico dell’Appennino marchigiano) che costringe a grosse corse e gesti atletici non indifferenti solo per poterci salire sopra.





Ricognizione

Alle ore 10 è prevista la ricognizione di gruppo, in questo modo ognuno potrà studiarsi le linee migliori per il giorno successivo e decidere la propria strategia di gara.
Si parte, come ogni gara di freeride a cui ho partecipato, con bel diagonale, lungo, sconnesso e tremendamente ghiacciato. Luogo ideale per deliziare i compagni di ricognizione con una spettacolare caduta delle mie, fortunatamente senza gravi conseguenze.
Passato il malefico traverso ci si immette in un ampio vallone con diversi cambi di pendenza, è la parte del percorso che mi piace di più e forse l’unico che mi consentirà, di tirare la “riga” domani in gara.
Si esce da questa parte del percorso con una strettoia ed un altro diagonale, curva secca verso sinistra e giù lungo un muretto. L’esperienza delle gare precedenti mi fa capire che arriverò a questo punto già con le gambe d’acciaio e il fiato corto. Ora c’è un altro diagonale ghiacciato, altre gobbe prima di immettersi nella strada di raccordo che porta all’ultimo muro, la parte forse più tecnica ed impegnativa del tracciato di gara. Poi finalmente l’ultima parte in pista , in cui si potrà mollare tutto e lasciarsi portare fino al traguardo.
Bel tracciato, speriamo solo che domani il sole scaldi e la neve molli un po’, non sarebbe infatti sicuro correre con il ghiaccio.









Serata pre-gara

Con pochi minuti di macchina verso le 19 scendiamo a Biella, infatti presso la show room di Forme Metalliche si terrà la cena e la distribuzione dei pettorali.
L’ambiente è quello giusto, gente giovane, bella musica, foto alle pareti e filmati sui maxischermi, e che filmati…. Claim di Matchstik e Il Vento Sibilla Ancora di Powdermob.
Vedere le immagini di noi sciatori umbri ammirate da tanti occhi esperti è una bellissima emozione che avrebbe gratificato sicuramente anche gli altri Powdermob rimasti a casa per “ingiustificati” motivi.
La festa è cominciata, l’atmosfera è allegra e alcolica, forme metalliche strapieno di gente, ognuno ha qualche impresa da raccontare. Questo è stato un inverno abbondante, tutti hanno goduto di grandi nevicate, ma è divertente sentire come ognuno è convinto di aver trovato le condizioni migliori e la neve più profonda.
La stanchezza si fa sentire ed anche il mio narcisismo è appagato dalla proiezione del nostro video, sono pronto per tornare su nella celletta del monastero e provare a dormire in vista della gara.


Gara

Ore 8.00: sveglia. Ore 7.50: occhi aperti a palla. E’ la mattina della gara e come tradizione la tensione mi fa sempre svegliare prima del dovuto.
Sono carico, contento ed emozionato; non sto per correre il campionato del mondo, ma per me è sempre una prova che non voglio sbagliare. ..
Per l’occasione speciale indosserò la T-shirt di Ssuperman che Regina mi ha regalato come portafortuna. Lo so è un po’ una cazzata, ma io sono scaramantico e questo è anche un mio modo per sdrammatizzare la situazione.







Alle 10,30 è prevista la partenza del primo concorrente, per fortuna il sole è gia alto e sta scaldando il tracciato.
La tensione in partenza sale, la si può sentire nell’aria; c’è chi punta alla vittoria ed al primo premio, chi vuole solo arrivare in fondo intero e chi si accontenta solo di essere là, ma è lo stesso nervoso.
Io, là in cima, alterno grande euforia a momenti in cui mi incupisco per la “strizza”, alterno momenti in cui vorrei spaccare il mondo a quelli più saggi in cui penso solo ad arrivare in fondo senza farmi male (di nuovo…..)
All’improvviso un rumore sordo sale dal fondo valle, un elicottero ci volteggia sopra con manovre alquanto bizzarre. Da un lato del velivolo si scorge il faccione felice di Martino, che grazie al suo curriculum e le sue conoscenze è riuscito a scroccare un volo in elicottero evitando così di rischiare il suo ginocchio malandato giù per un percorso ghiacciato.





Legato con un piccola cinta al “frullino” saluta e benedice la folla tipo Pontefice dalla papa-mobile.
Per un momento avrei quasi voluto essere al suo posto, ma visto le strane manovre che il pilota continua a ripetere sono invece bene contento di stare con i piedi ben saldi a terra.
Partono i primi. Sono praticamente dei razzi. Affrontano il diagonale tutto in posizione , e dopo pochi secondi “girano l’angolo” e scompaiono nel vallone.
Dall’alto si può vedere il tratto centrale del percorso in cui i concorrenti diventano piccoli puntini che si muovono rapidamente in uno scenario da favola.
Io sono il 56, un numero che sembra non arrivare mai ; ci sono momenti in cui vorrei partire subito, altri in cui vorrei ritardare il più possibile il VIA dello starter.
La tensione sale quando l’elicottero del soccorso ci vola sopra con a bordo uno dei concorrenti. Gli animi in partenza si raffreddano e la tensione sale ancora di più. La voci che corrono non sono incoraggianti, sembra che qualcuno si sia fatto male davvero.
La gara riparte e le buone notizie che giungono dall’ospedale ridanno coraggio a chi deve ancora scendere.

5,4,3,2,1….GOOOO!!! ci siamo, sono partito ! Appena sento il GO cambia tutto. Le paure i timori di un attimo fa sono scomparse ed hanno lasciato il posto al silenzio. Si, sembra tutto ovattato intorno a me, la concentrazione mi fa entrare in una specie di trans agonistico in cui tutto cambia. I suoni diminuiscono ed è come se intorno a me non ci sia niente, solo il tracciato che scompare rapidamente sotto ai miei sci larghi.
Senza nemmeno rendermi conto, ho appena superato il traverso iniziale che tanto temevo, mi immetto nella parte a me più congeniale accennando solo poche curve e vado via veloce in quando le gambe lo consentono.
Nuovo traverso, primi dolori. Le gambe rispondono meno ai comandi e sono poco reattive. Con un po’ d’impaccio esco dal muro, un gruppo di gente sta urlando cercando di incitarmi. Qualcuno ad un certo punto mi urla:” dai superman!!!” Per me quella è una vera spinta, trovo ancora delle energie insperate in me, come quando si raschia il barattolo vuoto della Nutella, e in qualche modo arrivo all’ultimo tratto di pista che mi porterà veloce verso il meritato traguardo.
Lo vedo, il traguardo è a pochi metri, cominciano a risvegliarsi i sensi, sento la musica e le urla della gente.



Arrivo
Sono a terra distrutto, le gambe non le sento ormai più. La tensione di prima ha lasciato spazio ad una grande soddisfazione. Non so quanto tempo possa averci messo a fare la mia gara. Il tempo si era quasi fermato posso averci messo un minuto come un’eternità.. In questo momento non mi interessa del tempo e della classifica, sono contento di aver portato a termine la mia gara, sono contento che tutto sia andato bene e che io abbia dato tutto quello che avevo.
Cominciano gli scambi di opinioni con chi è già sceso mentre aspetto l’arrivo di Gabry ed Eugenio che partivano dopo.
La festa è nel vivo, grazie al Crinale ci sono Ciccioli e lambrusco per tutti. Anche Davide, il ragazzo che era caduto malamente ha lasciato l’ospedale e si è unito alla festa.
Grande evento. Posto meraviglioso dove il tempo sembra essersi fermato. Organizzazione perfetta. Motto della giornata: Il cielo è azzurro sopra ad OROPA!!!!!









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