NENDAZ 4 x 4
I quattro vacanzieri delle 4 Vallées

Testo di Paolo Pagliacci
Foto di Paolo Pagliacci - Daniela Orfei - Benedetta Borella
Riders:
Gabriele, Paolo, Benedetta, Daniela mora e Daniela bionda, Cyril, Bruno
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cliccare qui per vedere la panoramica sottostante ingrandita

L'avevo visto svettare tante volte, da cime più o meno lontane, dai ghiacci del Rosa a quelli del Bianco, ero stato pure alle sue pendici, ma questa inquadratura dalla cima del Mont Fort, tra Verbier e Nendaz, è la più bella che son mai riuscito a catturare. Carezzato dalle nuvole, al chiaror della sera, il Cervino mostra tutto il suo splendore e soprattutto la sua maestosità, lasciando chiunque di stucco, come incantati dalla sua bellezza. E pensare che salendo in funivia quel 4 gennaio 2009 non immaginavo che cosa mi attendesse: il panorama più bello che avessi mai visto.

E' da qui, da questa splendida veduta delle Alpi Svizzere, che voglio cominciare a raccontarvi di un'altra "mecca" del freeride, che va a sommarsi ad altre già descritte in questo sito.

I quattro vacanzieri di questo viaggio in Svizzera siamo io, Benedetta, Gabriele e Daniela: 4 vacanzieri x 4 valli, quelle dello splendido comprensorio delle 4 Vallées, composto di 92 moderni impianti di risalita, 417 chilometri di piste e sconfinate possibilità per il freeride. Nella carrellata di foto panoramiche che segue, si vedono gran parte delle vette delle Alpi Occidentali.

Discesa dal Col des Gentianes

La Chaux

Partiti direttamente dai nostri Sibillini, mentre una tormenta di vento spazzava via l'ultima polvere rimasta, speranzosi di trovarne invece a iosa nel cantone Vallese di Nendaz, ci siamo imbattuti nel più gelido dei periodi che avremmo potuto trovare, la prima settimana di gennaio, con temperature sempre intorno a -10° C. Tuttavia, nnonostante questo freddo pungente, ogni volta che raggiungevamo direttamente con gli impianti i "picchi" della zona, potevamo ammirare panorami come questo.

Veduta panoramica dalla vetta del Mont Fort

In effetti la ciò che rende così famoso questo comprensorio è la presenza di audacissimi impianti che trasportano gli sciatori nel punto più alto delle vette che dominano le 4 Vallées. Da lì si è liberi di lanciarsi negli innumerevoli (e spesso molto insidiosi) canali che scendono dal Mont Fort (3.330 m), dal Mont Gelé (3.023 m) e da La Chassoure (2.740 m). La capiente funivia del Mont Fort, in particolare, è l'obbiettivo principale di tutti i "Vichinghi" di Verbier, assatanati freerider in fila già da un'ora prima dell'apertura degli impianti di Médran, dopo ogni copiosa nevicata.

Veduta dalla vetta del Mont Fort

Una dritta per chi volesse godersi la polvere delle 4 Vallées è di evitare Verbier come base di partenza. Questa grandiosa resort, che si sviluppa a gradoni collegati da una lunga serie di tornanti che salgono fino ai 1.500 m di quota, è sempre affollata: si formano lunghe file alla partenza degli impianti, e poi occorre prenderne ben 5 per arrivare in cima al Mont Fort, perdendo quasi due ore di tempo.

Quadriposto de Les Attelas

Noi abbiamo scelto la graziosa Nendaz, dal lato opposto a Verbier, raggiungibile salendo da Sion, 45 minuti più avanti rispetto alla deviazione per Verbier, venendo dall'Italia. Ad attenderci al nostro arrivo c'è la gentilissima Brigitte de "La Crettaux", caratteristica Pensione a gestione familiare calda e accogliente come i suoi proprietari, ed una vista bellissima che domina l'intera valle di Sion.

La Crettaux

Sono sempre il primo al mattino a colazione, sia per anticipare gli altri vacanzieri, ma anche perché incantato dal panorama dalla terrazza de "La Crettaux" alle luci del primo mattino, scenario che non riesco a non catturare con la mia fotocamera.

Veduta panoramica all'alba dalla pensione La Crettaux

Gustatiamo la nostra abbondante colazione mentre ci consultiamo a lungo con Cyril, il giovane cuoco e maestro di sci, figlio della signora Brigitte, che ci aggiorna sulla situazione locale, decidiamo quindi di andare a cercare la polvere nel comprensorio di "Printze". Sebbene raggiungibile da Nendaz con gli impianti, per velocizzare il trasferimento è preferibile utilizzare la macchina fino alla vicina località di Siviez.

Quello di Printze è il lato più ombreggiato del comprensorio e dunque ancora in grado di conservare la neve caduta ormai da un po' di giorni. E' infatti l'unico posto dove il sole non ha ancora "scaldato", gelando le tracce degli innumerevoli "Vichinghi" che hanno oramai "smatrato" ogni centimetro quadrato del confinante comprensorio di Verbier.

La discesa migliore della giornata la facciamo partendo dalla forcella tra il Greppon Blanc (2.700 m) e il Mont Rouge (2.491 m), scendendo dalla vetta (risalita temerariamente a piedi) verso il lungo e suggestivo vallone de L'Eteygeon.

Vetta del Greppon Blanc (2.700 m)

L'ampio vallone che ci aspetta subito sotto appare tracciato all'inverosimile nella parte centrale, ma basta risalirlo sui costoni laterali per trovare dei canali con ancora qualche linea vergine da scendere.

Gabriele sul costone; sullo sfondo l'Autostrada di tracce

Finalmente riesco a catturare belle immagini trai pillows.

Le pareti rocciose fanno da sfondo alla nostra sciata

Il rientro verso valle ci regala un lungo percorso, con passaggi sotto le rocce e scorci suggestivi. Questa parte è più stretta e molto battuta, non mancano gobbe e all'arrivo perdiamo per pochi istanti la navetta che deve riportarci agli impianti. Sei chilometri a piedi con gli sci in spalla ci spaventano e decidiamo di aspettare il prossimo passaggio con lo ski-bus, accomodandoci davanti al simpatico camioncino che cucina ottimi piatti montani. L'ideale per affrontare la calca del turno successivo: dopo un'ora siamo infatti più di 100 pretendenti alla corsa del bus.

Benedetta, Daniela e Gabriele sfiniti all'arrivo in fondo alla valle. Sullo sfondo la vetta da cui siamo partiti più di 40 minuti prima.

Il giorno successivo, con sole splendente, optiamo per un giro nella zona di Verbier. Scovare in quel posto zone ancora vergini da sciare risulta subito cosa assai difficile; siamo costretti a lunghi traversi per fare poche curve sui fianchi degli ampi valloni.

Benedetta surfa la polvere del Col des Gentianes

Il sole illumina tutto questo lato della valle ed è forse il motivo per cui Verbier si sia tanto sviluppata come località di villeggiatura e rinomata stazione sciistica. La sua esposizione è ottimale in questo periodo più freddo.

Con un po' di pazienza, e di buona volontà, riusciamo comunque a scovare qualche linea di fresca, magari costretti a qualche lunga camminata

Gabriele nei pressi de La Chaux

Imbocco del Vallon d'Arby, unico lato esposto a Nord del comprensorio di Verbier, dove la polvere si conserva più a lungo

Girato in lungo ed in largo l'intero comprensorio, ma stufi di fare chilometri per trovare una linea vergine da sciare, la penultima sera chiediamo al nostro amico Cyril se sa indicarci qualche località vicina, meno battuta, dove poter trovare ancora un po' di polvere. Lui fa quattro telefonate, si mette d'accordo con alcuni suoi amici locali e l'indomani ci avverte che ci porterà lui in un posto segreto, del quale non ha nessuna intenzione di svelarci il nome.

Cyril in azione al secret spot

Cyril , il nostro cuoco, cliffa all'interno di un canale top secret.

Un'ora e venti di macchina, ma ne valeva la pena. La minuscola stazione ha pochi impianti, di cui molti un po' datati, ma una moderna cabinovia permette di raggiungere un picco di quasi 3000 m. Il posto è stupendo per il freeride: l'esposizione nord-ovest, dove il sole batte di lato, permette la conservazione della neve per diversi giorni. La troviamo soffice e leggera e soprattutto, poco tracciata. E' uno spasso totale, siamo solo noi a fare fuoripista e siamo in compagnia di tre amici locali esperti del posto. Cosa sperare di più?

Gabriele ripreso dall'elicottero :-)

L'ultimo giorno ci raggiunge un'amica, e sciamo con lei sulle piste sopra Nendaz, a la Tracuet, dove un bosco di conifere millenarie e super protette fa da cornice alle nostre ultime curve sciate quassù.

Finisce qui questo reportage, le 4 Vallèes non hanno tradito le nostre aspettative e consigliamo un giro da queste parti, suggerendo di scegliere un periodo più avanzato, ad esempio il mese di marzo, quando il freddo si fa meno severo e, ci garantisce il nostro amico Cyril che c'è molta più possibilità di trovare neve fresca, visto che in marzo si susseguono frequenti perturbazioni cariche di neve che ogni notte rinfresca le tracce dei riders Vichinghi che popolano queste parti.

I quattro vacanzieri e il quinto aggiunto arrivato in ritardo


INFORMAZIONI E SUGGERIMENTI

Nendaz è raggiungibile attraversando il confine tra Italia e Svizzera dal traforo del Gran San Bernardo, proseguendo poi la statale in direzione Sion, da dove poi c'è una deviazione sulla destra per Nendaz. Si può utilizzare il breve tratto autostradale, ma dovendo pagare il bollino per le autostrade svizzere da utilizzare solo per pochi chilometri, conviene percorrere la statale limitrofa che attraversa i paesi, impiegando solo pochi minuti di più.

Subito prima del tunnel si consiglia la cena al "Restaurant de la Croix Blanc", della famiglia Bertin, Strada Statale Gran San Bernardo, 10, ad Etroubles (Aosta), che oltre all'ottimo menù di carne offre un singolare servizio navetta agli sciatori che decidono di fare la traversata del San Bernardo dalla Svizzera all'Italia. Sto parlando del famosissimo fuoripista che si conclude con un percorso al di sopra del tunnel. Partendo dalla Svizzera si scende con gli sci fino al ristorante, si cena abbondantemente e alla fine il gestore riaccompagna al di la del confine e fino alla macchina i clienti che hanno cenato da lui. Ovviamente è necessaria la prenotazione.

Il nome del secret spot da noi scovato non posso proprio rivelarlo, altrimenti Cyril non mi ospiterebbe più alla Pensione, ma soprattutto non mi cucinerebbe più la mia amatissima "Fondue di formaggi Rossa". Risulta comunque un po' lontano e difficile da raggiungere dal confine italiano.

Per avere la mappa degli impianti e delle piste cliccare qui.



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