MONTEROSASKIRIDER n.2

di Paolo Pagliacci



L’anno passato, in occasione della prima edizione di quello che si apprestava a diventare l’evento freeride più importante d’Italia, eravamo saliti timidamente, invitati da un albergatore di Gressoney che intuita la nostra passione, aveva promesso di ospitarci gratis pur di vederci tra i partecipanti.
Eravamo intimoriti all’idea di gareggiare con gente come Gospiron, Sebastien Mayer, Gimmy Sesana e tanti altri ancora. Eppure, siamo arrivati a metà classifica, mettendo alle nostre spalle anche qualche maestro di sci, guida alpina o rider locale.
Quest’anno siamo voluti tornare, con più voglia di prima e tanta emozione. Mai avremmo pensato di poterci migliorare, ma Filippo e Lorenzo ci sono riusciti, ed erano davvero increduli quando lo hanno saputo.

MRSR 2004: un buon preludio!
Powder Mob Team: riders e fans

Il nostro obbiettivo non era il piazzamento ma soltanto la volontà di partecipare, per rappresentare i Sibillini, per dimostrare che anche negli Appennini c’è gente che ci sa fare sulla neve, che ama questo sport e sa praticarlo con coscienza e preparazione. Pertanto, ciascuno ha saputo trarre le proprie soddisfazioni personali dall’evento:

- Filippo si è presentato prontissimo alla gara ed è stato il primo tra noi. Grandi sono stati il suo stupore e la sua soddisfazione quando ha letto il suo nome al 62° posto, contro il 76° dell’anno passato (cosa non da poco, considerato il vistoso incremento dei partecipanti).

- Lorenzo, senz’altro il più potente e “scientificamente” allenato tra noi, grazie a palestra, diete ed elettrostimolazioni, è giunto 75°, con il rammarico di una caduta provocata dalla scorrettezza di un altro concorrente, poi piazzatosi tra i primi.

- Fabrizio, il più “anziano” ed esperto del gruppo, pur gareggiando con un ginocchio malconcio, è giunto a metà classifica.

- Io (Paolo) avrei potuto fare decisamente meglio, ma avevo le gambe dure ...e poi sono caduto tre volte. Le mangiate di Pasqua mi avevano decisamente appesantito, mentre una gara come questa richiede preparazione continua e metodica, curata in ogni particolare.
Peccato, anche perché avevo sciato parecchio durante questa stagione, salendo anche due volte a Gressoney e 20 giorni prima mi sentivo decisamente in forma.
Il mio merito primario è stato quello di trascinatore del gruppo. Da oltre 2 mesi tempestavo di e-mail, sms e telefonate tutti i Riders, per convincerli a venire. Ero stato il primo ad iscrivermi, avevo appeso copie della locandina MRSR in ogni rifugio che mi capitasse a tiro, perorando l’evento verso tutti quelli che conoscevo.

- Un elogio particolare va fatto a Letizia, l’unica ragazza del gruppo, che ha avuto il coraggio di iscriversi e la forza di arrivare in fondo in entrambe le manche; prestazione senz’altro all’altezza di quella di Filippo, suo marito.

Infine è doveroso un ringraziamento a Lory, Benedetta, Giulia e Stefano, che ci hanno sostenuto come fans e fotoreporters, seguendoci nel “tour de force”, anche fuoripista ed in condizioni meteo avverse.

Letizia e Fabrizio in ricognizione
Paolo in ricognizione nel Leisch

Il MRSR non è una solamente una gara di freeride, ma una vera e propria festa, che raccoglie persone accomunate dalla medesima passione, il fuoripista, per chiamarlo con il termine italiano.
La formula, nella sua semplicità, è davvero affascinante: si pensi solo al fatto di poter scegliere liberamente gran parte del proprio percorso.
Gli organizzatori non mirano a creare una competizione per pochi atleti professionisti, super allenati e sponsorizzati, ma invitano a partecipare tutti coloro che amano questo sport e tramite esso coronano il proprio desiderio libertà.
E’ questo desiderio che ci induce a sciare sul ripido, nei canalini o tra le rocce, a “rimbalzare” sopra “mammelloni” di neve soffice e fonda, a saltar giù da barre o cornici.
Potremmo tutti rimanere più comodamente tra le piste battute e segnate, invece andiamo a rischiar le ginocchia (e non solo) in neve fresca o su percorsi disagevoli.
Noi freeriders non siamo pazzi incoscienti, ripudiamo però la banalità dello sci di pista e rivendichiamo il diritto di tracciare pendii immacolati, di percorrere le linee che solo i più bravi sanno affrontare. Vogliamo, rimanere lontani dalla confusione, sciare liberi, goderci le nostre discese in compagnia di un ristretto e selezionato gruppo di amici.
Si tratta di una continua volontà di migliorare, di provare a se stessi che ci si può spingere oltre, ma sempre con la consapevolezza dei propri limiti e nel rispetto delle regole, dettate però dalla montagna, non dall’uomo!
Un bravo rider sfida se stesso, non il pendio che discende, affronta un itinerario solo quando intuisce che le condizioni meteo-nivologiche lo consentono e deve essere in grado di capire se è in grado di intraprendere la sfida che si è prefissato.
Quando ci si allontana dalle piste seguendo itinerari alpinistici, l’uscita va studiata e programmata, facendo tesoro delle previsioni meteo e bollettini a disposizione. Inoltre se si incontrano condizioni diverse da quelle attese, bisogna saper cambiare strategia o, addirittura, rinunciare.
Questa è solo serietà, non mancanza di coraggio. L’incosciente è chi sprezza il pericolo, non chi ama la montagna e vuole viverla nella sua interezza.

Gli organizzatori del MRSR oltre a promuovere la competizione, hanno anche voluto sensibilizzare chi pratica il fuoripista all’uso di alcune precauzioni indispensabili e spesso trascurate da molti: l’uso di ARVA, pala, sonda e casco.
Presumo, infatti, che obbligo di portare tale equipaggiamento in gara non fosse previsto in vista di eclatanti pericoli oggettivi; nessuno si sarebbe preso la responsabilità di far gareggiare più di 240 persone su un tracciato esposto a forte pericolo valanghe. Non a caso, l’itinerario inizialmente designato (quello sul quale si era gareggiato l’anno precedente) è stato sostituito da un percorso alternativo, minuziosamente segnato ed assistito nei punti pericolosi. Il percorso completo, seppur in parte bonificato dal pericolo valanghe, elevatosi nei giorni precedenti la gara in seguito a copiose nevicate, rimaneva comunque non completamente sicuro, anche perché non tutti avevano avuto la possibilità di fare ricognizione.

Gli organizzatori hanno così seguito le regole fondamentali del fuoripista:

Mai scendere se si intravedono pericoli eccessivi.
Mai dimenticarsi gli equipaggiamenti di base (arva, pala, sonda e casco, aggiungerei inoltre cellulare e radio).
Mai andare oltre le proprie capacità, il proprio livello di forma fisica.
Mai partire se non si conosce bene il percorso, a meno di avere una guida.

Molto opportunamente si sono arrabbiati con i partecipanti che sono venuti a chiedere in prestito o i citati “strumenti”, non perché non ne avessero a sufficienza, ma perché era inconcepibile che alcuni riders ancora non li possedessero.

La gara in sé, pur essendo molto impegnativa, non presentava pericoli esagerati. L’assenza di incidenti non è del tutto casuale e gran parte del merito va all’organizzazione.
La lotta per il piazzamento interessava un ristretto gruppo di concorrenti, atleti veri e propri, sciatori da centinaia di giorni l’anno, con le gambe d’acciaio.
La gara vera e propria, invece, coinvolgeva gli altri 200 iscritti, spinti solo dalla voglia di partecipare, di esserci, di conoscersi, di confrontarsi con i propri amici in una gara nella gara, con la possibilità di poter dire: “ho gareggiato con i mostri sacri del freeride internazionale” o “sono partito con l’onda di Mayer e l’ho bruciato in partenza”, anche se alla terza curva lui era già 15 m avanti.

Anche per quest'anno purtroppo... è finita!

Ecco perché il Powder Mob ha voluto essere presente anche quest’anno, in rappresentanza dei Monti Sibillini e, in un certo senso, di tutto il centro Italia.
Ecco perché abbiamo ripercorso l’entusiasmante esperienza dell’anno passato.
Ecco perché saremo li anche l’anno prossimo, a chiudere la stagione in bellezza.
Lo spirito che ha ispirato la gara è lo stesso che ci fa saltare giù dal letto al mattino dei “deep days”, che ci fa tirar tardi la sera al lavoro pur di liberarci proprio in quel giorno, che ci fa “macinare” chilometri in auto... pur di essere li.

Insomma, in occasioni come questa, “...noi DOBBIAMO essere li!!!”




Per tutte le informazioni sulla manifestazione:
www.monterosaskirider.com



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