HOCHFÜGEN FREERIDE-ZONE
Alla ricerca della neve più leggera, nella magica Zillertal


di Filippo Campanile
foto di Filippo e Lorenzo Campanile.



L'apertura della stagione 2010-2011 è stata per noi estremamente improvvisata e con il gruppo davvero decimato.



! Ecco un breve VIDEO !

Nel pomeriggio di Giovedì 9 Dicembre Lorenzo mi dice: "perché domani non partiamo per le Alpi?"
Io ci penso un attimo poi rispondo: "Ma dopo interminabili settimane di neve polverosa, vogliamo arrivare noi con l'ultimo treno, a sciare sul cartone per il primo weekend di phonen?".
In effetti è prevista una potente irruzione artica con gelidi venti da nord, situazione deleteria per chi cerca la neve nuova sul versante Italiano delle Alpi. Lorenzo ribatte: "ma quando c'è il vento da Nord… nevica in Austria!!".
Io non rispondo, e la discussione muore lì. Però la sera rimango con il tarlo, il tarlo dell’Austria, e comincio a preparare qualche bagaglio, non si sa mai…
La mattina seguente ci facciamo un giro di webcams Austriache: il cielo è nero come la pece, ed alcune telecamere sono oscurate dai fiocchi freschi. Decidiamo di partire!
Prima di pranzo siamo già in A1, diretti a Nord, senza sapere dove… probabilmente in Austria, forse in Arlberg.


Questa volta la disorganizzazione e l’improvvisazione stanno toccando l’apice. Non sappiamo se stia nevicando davvero, o sia solo una spolverata, non sappiamo dove stia nevicando…

Pero fortuna in auto c’è un laptop con connessione Internet: il passeggero naviga ed il guidatore guida. Quando il passeggero accusa troppa nausea… ci si dà il cambio.
Sappiamo tutti che riuscire a capire come siano le condizioni in luoghi lontani, senza la soffiata talpa sul posto, è già arduo di per sé, figuriamoci in auto, con connettività precaria, nausea… e siti Internet in lingua tedesca!
Inizialmente attraversiamo momenti di totale confusione, poi iniziamo a scartare qualche opzione: resort italiane sui crinali di confine? Nevica ma… pochino, bocciate! Arberg? Nevica benino ma… quanto è lontano!
Ad un certo punto la mia lampadina si accende: “Ti ricordi Zillertal? Hochfügen… ci avevamo sciato qualche anno fa con una neve fresca un po’ “rigida”, ma ci aveva comunque esaltato e ci eravamo riproposti di tornarci con la fresca nuova…”.
Inizia un’altra rapida ricerca Internet: le webcams della Zillertal sono nere per il pessimo tempo, l’ipotesi inizia a prender forma.
Ad un certo punto, la Zillertal è quasi aggiudicata, Hochfügen un’opzione concreta, ma… chissà come saranno le altre resort della Zillertal? quelle che non abbiamo mai visitato…
La ricerca su Internet ora si fa davvero ardua, forum tedeschi incomprensibili, siti inglesi, e poi… forum Italiani.
Quando in un forum Italiano trovo un topic dal titolo: “Quale è la zona più-meglio della Zillertal?”, mi faccio forza contro la nausea e, vittorioso, mi immergo nella lettura. Quando sono all’apice della curiosità mi imbatto in un post: “…se vuoi sapere come sia la Zillertal, guardati questo videoclip di Powdermob…”. Ma quel video lo feci io?! Sto cercando risposte in tutto il cyberspazio… e le domande ritornano a me, AIUTO!!! Mi scoraggio definitivamente e chiudo il laptop con rabbia, con gli occhi incrociati dalla fatica e la nausea che galoppa, torno a guardare la strada!
Arriviamo nella città di Schwaz con il buio, ma la delusione è notevole: ne ha fatta a malapena 10 cm in due giorni, in quota saranno 20… se va bene!E’ vero che (venti gelidi da nord-est) = (neve in Austria) è praticamente un’equazione matematica, ma non ci si può affidare solo ad essa, bisognerebbe comunque informarsi più accuratamente, per lo meno per sapere… quanta?

Oramai purtroppo ci siamo dentro, di fare inversione per Landeck non abbiamo alcuna voglia, non sapendo poi se l’Arlberg sia meglio…
Nevischia, non ci resta che affidarsi ciecamente alla fortuna, e sperare che la notte si metta a nevicare di santa ragione.
Ripartiamo e proseguiamo qualche kilometro in Autostrada, fino ad arrivare a Jenbach, paese di fondovalle alle porte della Zillertal, dove prendiamo alloggio nel primo albergo che troviamo, forse l’unico.
Un giretto in paese per birra e schnitzel, quando notiamo che il nevischio si sta trasformando in neve, ma non vogliamo illuderci, rimaniamo indifferenti.

La mattina seguente, ecco la gradita sorpresa: ne ha fatti 20 aggiuntivi! Siamo già a 30 in fondo valle, yahooooo!!!






Scartiamo subito le location di bassa quota, poiché in generale c’è poco fondo, e ci arrampichiamo per oltre mezz’ora in auto, sotto una nevicata inclemente, verso il parcheggio di Hochfügen, situato ad una buona quota: qui siamo già a 35 centimetri di neve nuova!

Scopriamo con sorpresa che questo punto di partenza, che fa parte secondo comprensorio della Zilertal in termini di importanza, si chiama “Freeride Area”. Mannaggia, pensavamo di averlo scoperto noi questo spot!
In effetti ci guardiamo intorno e, salvo alcuni ragazzini in allenamento sui pali, di sciatori di pista non è che ce ne siano poi molti. Lorenzo fa un salto alle casse e, dopo aver osservato la “fauna locale” torna canticchiando: “Ma ‘ndo vai… se il camber inverso non ce l’hai!”.



Prendiamo le tavole più larghe a disposizione e saliamo in cabinovia, quella che porta sul versante più protetto dal bosco: la nevicata è fredda e secca, la visibilità spettacolare.
Nonostante i numerosi freerider, la zona è molto ampia e si può tracciare con una certa calma.
Sentiamo un po’ la fiacca di gambe tipica dell’inizio stagione, ma la neve così leggera e perfetta ci viene in aiuto e l’entusiasmo pure. Tra una tirata e l’altra, troviamo anche la voglia di scattare, frettolosamente, qualche fotografia.













Mano a mano che la giornata prosegue ci rendiamo conto che la memoria non ci aveva tradito: il posto è davvero superbo, perfetto per sciare sotto fitte nevicate, poiché interamente protetto dai boschi, ma con alberi ben distanziati. Naturalmente non mancano i nostri amati powder-pillows.







L’Austria ci è sempre piaciuta in maniera particolare, poiché è quanto di più simile alle Rockies abbiamo noi in Europa, sia in termini di qualità della neve, che di morfologia del terreno e vegetazione.

Non ostante la quota media delle Resort sia ridicola (si parte da sotto i 600m!), la neve secca ed impalpabile non è rara da queste parti, e le nevicate sono spesso copiose.
Le vallate sono ampie ed aperte, con vaste zone pianeggianti al centro, non ci sono enormi montagne che incombono sopra la testa, facendo ombra. L’assenza del larice ed il totale dominio dell’abete crea un ambiente gradevole, con immediato richiamo alle montagne interne del Canada.












In Austria c’è però un piccolo problema: quello di un divieto di sci, abbastanza generalizzato, nei boschi di bassa quota.
Hochfügen però, essendo una freeride-area dedicata, fa eccezione ed è esente da questi divieti, anche perché gli alberi arrivano ad una quota abbastanza elevata, e la base degli impianti sta a 1480 metri di altitudine, contro gli addirittura 570 del fondo valle!




La giornata prosegue nella neve più profonda, tra pillows, abetini, e giganteschi abeti secolari. E’ semplicemente… bellissimo!

A metà pomeriggio il cielo si apre per un momento, con l’intento di mostrarci quale sia lo stato del suo lavoro: un BUON lavoro!





La sera ci interroghiamo sull’opportunità o meno di sciare nuovamente l’indomani: è davvero tutto “segato” e non nevica più, impossibile che il campo di “battaglia” sarà “rigenerato”.
La mattina successiva ci svegliamo e nevischia, nella notte ne ha messi soli 3 centimetri.
Siamo comunque obbligati ad andare a sciare, non si può arrivare in Austria da Perugia per sciare un solo giorno!
Decidiamo di tornare di nuovo ad Hochfügen, mentre la nevicata si intensifica.





Nemmeno il tempo di salire i cabina che si mette nuovamente a nevicare in maniera massiccia e, più passano i minuti, più la nevicata diventa “apocalittica”, mentre la temperatura crolla addirittura a -5 alla base degli impianti!
Il morale è di nuovo alto, e la giornata prosegue in una neve perfetta, degna delle più blasonate resort canadesi.









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