GRESSONEY, WE’RE LOOKING FOR PILLOWS!

Di Filippo Campanile
Foto: Filippo Campanile, David Turchetti, Lorenzo Campanile, Fabrizio Falfari, Gabriele Cervoni
Riders: Filippo, Lorenzo, Fabrizio, David, Gabriele.


Filippo, foto: D. Turchetti


Il Ponte dell’Immacolata è una data carica di significato per gli sciatori non professionisti come noi. Questo appuntamento rappresenta l’apertura di stagione, la prima occasione per sciare la neve vera, quella leggera e soffice che imbianca gli abeti anche alle basse quote.
L’8 Dicembre non ha nulla a che vedere con gli assaggi anticipati al ghiacciaio, quelli che ti uccidono dal freddo, quelli che ti fanno maledire la montagna dentro le code interminabili, di fronte agli impianti chiusi per bufera, di fronte alla visibilità nulla, e ti lasciano così inappagato.
E’ finalmente il momento di sciare fino a sazietà, in totale libertà, nella stazione preferita, scelta in base alle condizioni migliori.
Non si può aprire male la stagione, il ponte dell’immacolata non si prenota in anticipo. Meglio inseguire la polvere, non è difficile trovarla, ma occorre decidere pochi giorni prima: se ci sono le piovose perturbazioni con i venti meridionali, allora le Alpi Italiane sono sotto neve, se c’è la gelida irruzione artica, allora è il turno dell’Austria, della Svizzera, o magari degli Appennini...

Quest’anno la stagione è partita alla grande, con neve abbondante su tutto l’arco Alpino, sia Italiano che estero, ma dopo un intero mese di insistenti piogge atlantiche la Vallée è senz’altro la scelta vincente, e l’amata Gressoney sarà la nostra destinazione.
Arriviamo in tarda serata all’Hotel Lysjoch dell’Amico Dante e capiamo subito che la situazione stavolta è davvero speciale: un autunno da record ha consolidato un fondo spesso e compatto, e le insistenti nevicate degli ultimi 5 giorni hanno gonfiato i pillows a dovere, con oltre 40 centimetri di neve leggerissima.
Sì, i cosiddetti powder pillows, i cuscini di neve!




All'alba, powder pillows anche sui comignoli

Quest’anno siamo davvero assetati di pillows ed abbiamo in testa una sola meta: una seggiovia poco frequentata, lontana dai classici itinerari del Rosa ove tutti i freeriders si lanciano in massa alla prima avvisaglia di apertura del cielo.
Nonostante il bel tempo e le condizioni perfette, vogliamo tenerci un po’ fuori dalla competizione per le “big lines”, dal rischio valanghe elevato dei grandi versanti, preferiamo tracciare in pace un nostro “giardino privato”, un piccolo gioiello dai dislivelli minori, ma tutto da scoprire nei suoi angoli più appartati, terreno ideale per provare alcuni sci di concezione moderna, a camber inverso o a sciancratura negativa, come i Goode Scoop o similari.












Decisamente un bel contesto

I powder pillows, tornati alla ribalta negli ultimi anni, grazie anche alla nascita di questi sci innovativi adattissimi ad essi, sono in grado di regalare sensazioni uniche, a fronte di una dose di rischio non eccessiva.
Si formano su terreni particolari di media quota, generalmente abbastanza ripidi, formati da terrazzamenti di roccia e cosparsi di grandi massi, spesso intervallati da alberi piuttosto radi.
Questi ambienti per poter essere sciati necessitano di un importante innevamento di fondo, che chiude le voragini tra i massi, completato da un cospicuo manto polveroso che ammorbidisce ogni asperità e consente di sciare dove mai si potrebbe immaginare in assenza di neve.
I cuscini di neve, per essere apprezzati appieno, vanno sciati in maniera totalmente diversa da quella tradizionale: non è lo sciatore a decidere il ritmo delle sue curve, ma la disposizione dei pillows nel campo d’azione a dettare la linea ideale.










Filippo

E’ un gioco di riflessi, occorre leggere la morfologia del terreno ed interpretarla in tempo reale, con continui cambi di ritmo, si tenta continuamente di percorrere la linea che passo passo si figura nella mente.
Non ha senso fare curve regolari ignorando il terreno, bisogna puntare continuamente il cuscino che si è deciso di saltare, avendo già in mente la traiettoria che conduce verso il successivo. Occorre decidere se saltarlo dritto, se usarlo come rampa per una curva saltata, come semplice appoggio per una parabolica, o come trampolino per superarne un secondo.














Lorenzo

Essendo in azione su terreno sempre vergine non c’è modo di memorizzare le linee, non ha molto senso ripeterle, poiché le tracce lasciate sono troppo profonde, è un lavoro d’improvvisazione basato sui riflessi e sulla reattività. Sì, la reattività e fondamentale, poiché il pillow visto da dietro sembra sempre più piccolo di quanto sia in realtà, alle volte può spararti in aria, o nascondere un vero cliff inaspettato, o magari farti atterrare su un secondo cuscino che non si vedeva.












Filippo

La sciata descritta potrebbe sembrare quella di un incosciente kamikaze, ma bisogna provare sul giusto terreno per capire che i rischi non sempre sono eccessivi: la pendenza sostenuta e la morbidezza del manto spesso scongiurano impatti traumatici, è possibile scendere vere e proprie terrazze rocciose saltando da un cuscino all’altro.
Anche il pericolo valanghe può essere più contenuto su alcuni di questi terreni, ove la conformazione terrazzata con presenza di alberi aiuta a bloccare il manto, e i dislivelli minori limitano la propagazione dei piccoli distacchi.
Il principale pericolo è rappresentato da ostacoli insidiosi di origine umana nascosti sotto la neve, pertanto è davvero sconsigliato sciare sotto le seggiovie o in posti similari.
E’ sempre raccomandabile stare in compagnia per poter essere aiutati a rialzarsi in caso di cadute in neve molto fonda o dentro dei veri a propri buchi in prossimità dei massi.

Ma veniamo noi...
Fin dalle primissime discese realizziamo che la ricerca di queste nuove geometrie ha rivoluzionato totalmente il modo di sciare, e può permettere anche a sciatori normali di tracciare linee molto tecniche con una fluidità sorprendente.
L’estrema larghezza degli sci ci consente di puntare verso la massima pendenza senza paura di perdere il controllo e, al contempo, la loro estrema maneggevolezza ci aiuta a mettere esattamente in atto le linee che abbiamo in mente. Incredibile come si gestiscono questi sci tra gli alberi fitti.



Filippo e Gabriele contemplano la loro pittura


Soddisfazioni anche per Lorenzo

La padronanza dell’attrezzo ci aiuta ad arrivare sui pillows sempre pronti e bilanciati, in modo da passarli con stile e soddisfazione. La larghezza generosa inoltre ci perdona tanti errori di valutazione, come ad esempio la sottostima dell’altezza del salto.
E’ divertente ricadere da un salto più alto del previsto, e trovarsi nuovamente a schizzare fuori dalla neve come grilli, invece di prendere la classica insaccata.
Le condizioni perfette e l’assenza competizione per le tracce fanno sì che le nostre giornate si traducano in un virtuoso crescendo, gli attrezzi giusti ci fanno risparmiare energie e ci consentono di divertirci anche se ancora scarsamente allenati.
Dopo un giorno e mezzo ci rendiamo conto che, pur essendo in comprensorio sconfinato, abbiamo sciato solo e sempre sulla stessa modesta seggiovia, senza mai annoiarci. Questo forse distingue il freeride dallo sci turistico di pista, l’entusiasmo sempre vivo che fa tornare un po’ bambini.


David










Fabrizio

Poi il weekend prosegue senza soste, riusciamo a tracciare tanti pendii trovando spesso terreno vergine. Non realizziamo di aver sciato per due giorni interi senza sosta, aspettando l’apertura della prima seggiovia al mattino e chiudendo l’ultima pista al rientro.
Nessuno ha sentito la necessità di fermarsi un istante in baita, l’entusiasmo ha vinto sempre ogni bisogno fisiologico.
Alla sera rientriamo, solcando una neve dai caldi colori cangianti, accompagnati dalle nostre ombre lunghe, e ci sentiamo bene! I muscoli sono caldi e sciolti a dovere dal manto perfetto, non sentiamo il peso delle migliaia di metri di dislivello divorate e ci accorgiamo di non aver pensato ad altro, avendo staccato completamente il cervello dal mondo reale. Forse siamo nati per sciare?












Molto soddisfatti a fine giornata

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