Quel fantastico inverno 98/99

Di Filippo Campanile
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... è stato un inverno memorabile per gli sciatori dell’Appennino centrale, le perturbazioni nevose si sono concatenate senza tregua, regalando una stagione di quasi sei mesi...

E’ ancora Novembre quando decidiamo di rispolverare la nostra “ferraglia” per recarci al Monte Vettore. In effetti, sono già due settimane che le bufere si abbattono su Monti Sibillini senza concederci nemmeno un giorno di sole, quando l’attesa schiarita si presenta proprio di Domenica.
Sul valico di Forca di Presta l’ambiente è desolato, ci sono solo un paio d’auto di alpinisti e, per il resto, solo silenzio. Le pendici del Vettore si presentano come al solito spelacchiate e spazzolate dal vento, ma si vede chiaramente che in quota la neve non manca.
Mentre ci accingiamo a parcheggiare, per nostra sorpresa compaiono Fabrizio e suo fratello, amici con cui eravamo soliti condividere parecchie escursioni, ma che non sentivamo ormai da mesi. Naturalmente ci aggreghiamo e partiamo in sei verso le Creste del Redentore, con la speranza di inaugurare la stagione in qualche ripido e polveroso canalino.
Man mano che saliamo ci rendiamo conto che l’innevamento è veramente eccezionale per quella data, in quanto già a quote modeste ci sono accumuli importanti. Arrivati al Rifugio Zilioli scorgiamo la valle del Lago di Pilato, che si presenta oberata dal carico di neve, poi iniziamo la salita delle creste, dalle quali pendono cornicioni davvero imponenti.

...al Rifugio Zilioli scorgiamo la valle del Lago di Pilato...

Già nel primo pomeriggio scorgiamo un grosso fronte perturbato che si avvicina a gran velocità e ci costringe ad accelerare la marcia, ma nel giro di un’ora al di sotto di noi c’è solo uno spettacolare mare di nubi che sale verso le creste in maniera preoccupante e ci induce ad imboccare il canalino prescelto senza nemmeno un minuto di riposo.

...al di sotto di noi c’è solo uno spettacolare mare di nubi...
...che sale verso le creste in maniera preoccupante e ci induce ad imboccare il canalino prescelto senza nemmeno un minuto di riposo.

Dopo aver terminato il canale ci tuffiamo nella nebbia e proseguiamo la discesa per la via più logica, fino al Pian Grande da dove ci rendiamo conto che oramai Sibillini sono avvolti da una spessa coltre di nubi, che probabilmente presto porterà nuove copiose nevicate.

L’8 Dicembre la stazione sciistica di Frontignano è già aperta e ci accoglie in una splendida giornata di sole, con 20 centimetri di leggerissima e scintillante neve nuova. Sciamo senza respiro con tutto l’entusiasmo di inizio stagione e, dopo aver “segato” il terreno vergine fino all’ultimo recondito angolino, troviamo anche le forze per una breve puntata in Val di Bove, che ci riserva un canalino ricolmo di profondissima powder.
La stessa situazione si ripropone il Sabato successivo, giornata in cui ci godiamo una delle nostre più belle discese dei Sibillini, dal versante ovest di Val di Bove, con mezzo metro di morbidissima polvere secca.
Il giorno successivo, infine, una terribile massa d’aria umida si abbatte sugli Appennini dimezzando il manto in poche ore e compromettendo le condizioni per tutto il periodo delle festività natalizie.

...ci godiamo una delle nostre più belle discese dei Sibillini...
...che ci riserva un canalino ricolmo di profondissima powder.
...dal versante ovest di Val di Bove, con mezzo metro di morbidissima polvere secca.
...La stessa situazione si ripropone il Sabato successivo...

All’inizio di Gennaio la neve nuova torna a farci visita, regalando altre due belle giornate di sci, per il resto il mese scorre abbastanza piatto, consentendo comunque sempre di sciare.
Febbraio si avvicina e ci lasciamo alle spalle un inizio stagione esaltante, ma ancora non abbiamo la minima idea di cosa ci attenderà...
Il nuovo mese si dichiara subito propizio e generoso, ed offre belle sciate e splendide gite sci-alpinistiche, fino a quando un’immensa area depressionaria invade le Alpi Francesi scatenando una delle più imponenti nevicate dell’ultimo decennio. Noi tre fratelli decidiamo di partire per Meribel, stazione centrale del comprensorio delle “Trois Vallées” (dove tra l’altro troveremo le condizioni più belle della nostra vita), non considerando però che il poderoso fronte perturbato sta evitando letteralmente le Alpi Italiane per scaricare tutta la sua potenza direttamente sull’Appennino Centrale.

...Il nuovo mese si dichiara subito propizio e generoso, ed offre belle sciate e splendide gite sci-alpinistiche...

Purtroppo, se pur appagati dalla splendida settimana, noi ci perdiamo una delle nevicate più importanti della storia recente dei Sibillini, situazione che potremo vivere solo attraverso i racconti e le fotografie dei nostri amici.
Si racconta che nei primi giorni di sole successivi alla perturbazione Frontignano non abbia aperto, per troppa neve e “probabile” pericolo valanghe, si parla di persone impazzite che chiedono passaggi ai gatti delle nevi, che arrancano con le pelli, o che si dirigono a Forca Canapine per epiche giornate di freeride totale.... Ci verranno presentate foto di auto con quasi due metri di neve sopra, caduta senza il minimo alito di vento, panoramiche di Pian Grande e Monte Vettore perfettamente “glassati”, scatti di curve con neve ad altezza vita!

...o che si dirigono a Forca Canapine per epiche giornate di freeride totale...
...panoramiche di Pian Grande e Monte Vettore perfettamente “glassati”...

Durante il lungo viaggio di ritorno dalla Francia, per la prima volta inizia a balenare nelle nostre teste l’idea di realizzare un Video sui Sibillini e, quasi per gioco, iniziamo ad ipotizzare alcuni possibili titoli, come ad esempio “Dove sibila il vento”... Naturalmente le nostre fantasticherie sono già proiettate verso la prossima stagione, in quanto essendo Marzo ormai alle porte ed avendo già sciato a sazietà, non immaginiamo che la stagione appenninica possa prolungarsi ancora per molto.
Tuttavia, non appena rientrati dalla trasferta la voglia di sciare ci assale nuovamente, poiché sui nostri monti continua a nevicare e, grazie all’eccezionale base consolidata, i terreni sono sciabili nella loro totalità ed è possibile esplorare nuove linee generalmente non praticabili. Questo sarà il periodo di bellissime escursioni in sci-alpinismo, esaltate dall’allungarsi delle giornate e dalla possibilità di raggiungere con gli sci ai piedi anche le quote più basse.

Questo sarà il periodo di bellissime escursioni in sci-alpinismo, esaltate dall’allungarsi delle giornate e dalla possibilità di raggiungere con gli sci ai piedi anche le quote più basse...

Durante la prima settimana di Marzo nevica di nuovo ed il giorno 7 ci rechiamo a Frontignano confidando in una schiarita. Durante il trasferimento apprendiamo che la stazione rimarrà chiusa per bufera e quindi deviamo verso Forca Canapine. Anche quest’ultima è chiusa per bufera e non è nemmeno raggiungibile in auto poiché sta nevicando davvero forte. Ci sono muraglie bianche ovunque ed il vento vanifica nel giro di minuti l’affannoso lavoro degli spazzaneve. Nonostante abbiamo un grosso fuoristrada, siamo costretti più volte a spalare neve per ripartire ed infine decidiamo di ripiegare verso quote più basse, da dove attacchiamo le pelli ed iniziamo a girovagare per vallette e boschetti, mentre assistiamo ad un accumulo di quasi un metro di neve nuova consolidatosi nel giro di sole 5 - 6 ore. A fine giornata, non essendo riusciti a combinare molto, incarichiamo il più disilluso di scendere in macchina e ci infiliamo nella faggeta, fino a raggiungere il taglio disboscato di un elettrodotto, che ci condurrà con sci ai piedi addirittura fino all’imbocco della galleria per Ascoli; una linea più da cercatori di funghi che da sciatori, ma probabilmente mai discesa, poiché situata ad una quota straordinariamente bassa.
Il giorno successivo a Frontignano splende il sole e i cristalli della neve nuova brillano in maniera accecante; sembra la festa della neve! Il manto è favoloso, perfetto e morbido su qualunque versante ed il monte Cornaccione sfoggia una cornice continua che raggiunge quasi i tre metri di altezza in alcuni punti. Il problema è che gli addetti agli impianti non sembrano del tutto convinti e ad un certo punto comunicano di non voler aprire il settore del canalone. Questa volta però si scatena la rivolta! Quasi tutti i clienti iniziano a protestare ed imprecare, la situazione si protrae per ore, fino a che nel primo pomeriggio gli operatori cedono e decidono di mettere in moto la seggiovia doppia, ma con fare minaccioso dichiarano: “noi apriamo, ma il primo che va a scherzare sul Cornaccione provocherà la chiusura immediata”. Tutti sappiamo che questa richiesta è improponibile, infatti, già alla prima corsa della seggiovia si vedono persone (tra cui noi) che saltano all’impazzata giù dal cornicione, per tuffarsi sul morbido cuscino e “planare” a tutta velocità fino a valle.

...infatti, già alla prima corsa della seggiovia si vedono persone (tra cui noi) che saltano all’impazzata giù dal cornicione...

A fine giornata riflettiamo su questo epico 8 Marzo e realizziamo che probabilmente è stata la giornata migliore della storia di Frontignano: un pomeriggio memorabile su powder profonda e leggera, che si è mantenuta tale fino a sera nonostante la stagione avanzata, versanti vergini da solcare a volontà e non più di 30 – 40 persone in totale.
Dopo quel giorno non scieremo più powder, ma è continuerà a nevicare. Nevicherà più volte in marzo, poi ancora insistentemente in Aprile.

Il 5 Aprile, lunedì di Pasqua, siamo di nuovo in montagna e raggiungiamo Val di Panico tramite il giro di creste di Monte Bove Sud. La neve è trasformata su tutte le esposizioni, ma l’innevamento è ancora abbondantissimo e permette di scendere fino a quote abbastanza basse. Entriamo in Val di Panico attraverso i ripidi canalini Nord che fiancheggiano la testata rocciosa, risaliamo verso il Berro fino a Forcella della neve, per poi tuffarci di nuovo in Val di panico dal piacevole ed ampio vallone; dopo aver disceso gran parte della valle fino quasi alla linea arborea e nonostante sia molto tardi, risaliamo ancora verso Bove Nord per goderci un’altra bella discesa. Le giornate sono ormai lunghissime, la luce è eccezionale, l’aria è secca ed il manto primaverile genera un firn assolutamente perfetto.

...e raggiungiamo Val di Panico tramite il giro di creste di Monte Bove Sud.

Ad Ussita è Primavera e la piazzetta è animata dal brusio dei gitanti sbracciati di “Pasquetta”. Noi siamo pienamente appagati e rilassati dopo la splendida escursione e forse sospettiamo che nei prossimi giorni scieremo di nuovo, ma senz’altro non immaginiamo che l’8 Maggio 1999 inizieremo le riprese di “Dove il Vento Sibilla”.

In quella bella mattina di Maggio il parcheggio di Frontignano è deserto, l’aria è molto tiepida e la stazione è ormai chiusa da tempo. In maniche corte e con gli sci fissati allo zaino ci incamminiamo tra i verdissimi faggi alla ricerca della prima lingua di neve che ci consentirà di attaccare le pelli. Dopo circa tre ore siamo quasi in vetta al Monte Bove Nord e ci affacciamo con circospezione dal ripidissimo ingresso del maestoso canalone Nord di “Punta Anna”, ancora carico di ottima neve primaverile fino alla sua parte più bassa. Il cornicione che sovrasta l’imbuto iniziale raggiunge i due metri e mezzo, ma noi naturalmente cerchiamo il punto più agevole per entrare e, dopo un tuffetto nel vuoto, ci godiamo l’ultima splendida discesa della stagione.
Durante il viaggio di ritorno il traffico è bloccato sul valico di Col Fiorito, sono tutti “domenicali” di ritorno dal mare. Non ci arrabbiamo nemmeno per il gran caos e sorridiamo al pensiero che nessuno di loro potrebbe mai immaginare di essere incolonnato insieme ad un’auto carica di sci.


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