Colere Mysticfreeride - Open Freeride Contest
4/5 Marzo 2006
Testo di Luigi Zeppa. Foto di Angela Braganti



Luigi sgranchisce le gambe dopo la gara

Dopo i numerosi “Powder Alarm” segnalati su Internet e le tediose telefonate a tutti gli alberghi e rifugi della zona di Colere, senza esito positivo (tutti completi), decidiamo: due giorni di sci sul Rosa, alloggiando a Gressoney, e due giorni di sci (e gara) nella Colere SkiArea, alloggiando un po’ fuori mano (Boario Terme a circa 30km da Colere).
Il primo giorno sul Monte Rosa si rivela molto deludente, del mezzo metro di powder fatto pochi giorni prima non restano che poche tracce... anzi le tracce sono molte, ma il caldo (prima) e il freddo (dopo) hanno creato una crosta impossibile. La delusione di trovare la funivia di Punta Indren chiusa e il freddo pungente non contribuiscono certo a migliorare la situazione... ma un giorno di sci è sempre meglio di un giorno a casa, soprattutto quando le previsioni sono promettenti.
Il mattino dopo ci svegliamo con 30 cm abbondanti di neve fresca e il cielo ancora carico che non smette di regalare polvere, polvere e ancora polvere!!! Così la giornata scorre tre i boschi di Punta Jolanda e Seehorn. La visibilità non permette di allontanarsi troppo dalle piste (soprattutto per chi non conosce a menadito la zona), ma il divertimento non manca, persino qualche curva in pista risulta molto piacevole.



Purtroppo la sera giunge presto e con essa anche il momento di salutare i pendii del Monte Rosa, Colere ci attende!
La giornata di Sabato inizia molto presto ma la partenza è ritardata causa... neve! Dopo colazione, 40 minuti a spalar neve davanti all’albergo per poter uscire con la macchina... la tentazione di posare la valige ed allacciare gli scarponi è grande ma non possiamo mancare al primo Colere Mystic Freeride. La ricognizione per la gara è prevista dalle 9 alle 15, arrivando sul posto alle 13 mi sento decisamente in ritardo, comunque la fittissima nebbia ha un po’ rallentato la macchina organizzativa...
Gli amici di Mystic Freeride spiegano che, permanendo queste condizioni, la gara si svolgerà sulla bella e lunga pista Italia (appositamente lasciata non battuta), ma alla fine, un leggero innalzamento della nebbia permette di allestire un percorso non lontano dal tracciato della seggiovia, e la ricognizione vera e propria ha inizio. Dopo alcuni giri per studiare il percorso e cercare i punti riferimento per l’indomani, decidiamo di rientrare in albergo. Molti dei partecipanti alloggiano al rifugio sulle piste e lì, in serata, si terrà una festa, ma le ore di viaggio già sulle spalle ci costringono a rinunciare, seppur a malincuore.



Domenica mattina, solita sveglia alle 6:20 e partenza sotto una pioggia torrenziale. Le montagne dal fondovalle non si vedono, perchè completamente avvolte dalle nubi. Già da circa 800 m la pioggia si trasforma in neve, ma la temperatura non scende sotto lo zero (meglio così, l’idea di montare di nuovo le catene non mi alletta...).
La lunga seggiovia che conduce al rifugio, quartier generale dell’organizzazione, ci sveglia definitivamente. Arrivati in cima... oltre 40 cm di fresca e nebbia in dissolvimernto! Le premesse per la gara sono ottime!
Verso le 9:00 un briefing ci aggiorna sul tracciato definitivo: manche unica, partenza da quota 2200, prima parte abbastanza ripida ed ampia con numerose rocce ed avvallamenti, fondamentale avere bene in mente tutti gli ostacoli e la via migliore, a seguire un breve tratto tra gli alberi con molte gobbe e poi via giù per la “pista” Italia fino a quota 1000. 1200 metri di dislivello su tracciato molto vario: prima una parte piuttosto “tecnica”, da vero freerider, dove è importante scegliere la linea migliore e più adatta alle proprie caratteristiche con anche qualche bel cliff (volendo tirar più diretto), poi il tratto stretto con gobbe ed alberi dove la reattività è fondamentale, per poi finire con la lunga galoppata fino al traguardo sul tracciato della pista ma con una quarantina di cm di neve, decisamente pesante, dove la preparazione atletica e la capacità di far correre gli sci con il minimo sforzo è l’arma vincente per arrivare in fondo con le gambe ancora integre.
Dopo numerosi “tira e molla” la nebbia decide di farci fare la gara senza la sua compagnia, ma la temperatura non molto bassa e l’umidità peggiorano la qualità della neve, anche questo è freeride! Se volessimo condizioni quasi costanti scieremmo in pista...




Così la competizione è assolutamente avvincente con tutti i partecipanti giunti al traguardo stremati, ma soddisfatti. Il livello medio è molto alto, a parte i “fenomeni” arrivati in fondo in meno di 5 minuti (3 min. il vincitore!), i tempi medi risultano tutti abbastanza vicini, tra i 6 e i 13 minuti. Purtroppo ci sono state molte defezioni, da oltre 100 iscritti al via siamo presenti solo in 51, ma viste le condizioni meteo immediatamente precedenti ciò è del tutto comprensibile.
Da segnalare l'assenza di telemarkers, chiunque si sarebbe potuto iscrivere per dispuatare la competizione a tallone libero, guadagnanosi senza fatica il primo gradino del podio ed il primo premio!
L’arrivo del sole ci permette anche di vedere in che “razza” di posto ci troviamo. Il giorno prima la nebbia aveva nascosto le fantastiche montagne che circondano la stazione di Colere. Lo so che con la neve e il sole sembra tutto più bello, ma vi assicuro che questo posto merita. Non abbiamo avuto la possibilità (e il tempo) di allontanarci molto ma le potenzialità di Colere sembrano davvero... alte!



Un grosso plauso all’organizzazione. I ragazzi di Mystic Freeride sono riusciti a portare a termine l’evento nel miglior modo possibile nonostante i continui cambiamenti del tempo. Sono stati professionali e, al contempo, molto disponibili e gentili con tutti, mantenendo quel clima gioviale e “festaiolo” che in eventi di questo tipo (dove il 90% dei partecipanti va solo per divertirsi) è fondamentale.
Bravi e grazie a Giulio, Gabri, Gianandrea e Paolone (e...?) avete fatto un gran lavoro!





Segue comunicato stampa ufficiale dell'organizzazione

L’incantesimo è stato spezzato. L’evento che al suo primo anno, nel 2005, era stato cancellato a causa della mancanza di neve, è stato vinto da Jonathan Capitanio, lungo un percorso di oltre 1000 metri di dislivello e coperto da una coltre di neve fresca di oltre mezzometro scesa la notte precedente.
Le prove del sabato si sono arenate nella fitta nebbia. La perturbazione prevista non si è fatta attendere ed i numerosi atleti, giunti da tutta Italia per provare l’emozione di scendere i versanti della Presolana, si sono trovati fermi nel mezzo di una bufera di neve.
Subito l’organizzazione, Colere Skiarea 2200 e Mysticfreeride, ha studiato e tracciato un nuovo percorso alternativo, con maggiori elementi di sicurezza e con caratteristiche molto impegnative, tra cambi di pendenza, salti ed una velocissima sezione finale.
Caratteristiche che hanno subito trovato il supporto degli atleti, che hanno dimostrato di apprezzare la morfologia della montagna dopo le prime sezioni di prova.
La perturbazione ha continuato tutta la notte del sabato, regalando a tutti un risveglio imbiancato, sotto oltre mezzometro di neve nuova. La condizione perfetta per una gara di Freeride.
Sono le 11:30 quando parte l’apripista. Il cielo man mano regala sprazzi di luce e le montagne che circondano Colere si presentano imbiancate e splendide.
Gli atleti carichi di una tale bellezza, si lanciano senza indugi verso valle. Le velocità sono impressionanti. Le linee scelte sono sempre più estreme. Chi esita non può ambire al podio.
Sci e snowboard si scontrano spalla a spalla, le cadute ammortizzate dalla neve fresca non mancano.
Gli oltre 1000 metri di dislivello sono stati coperti da Jonathan Capitanio in meno di tre minuti e quarantacique secondi. Irrisorio il distacco dal secondo, Armin Senoner, del team SPIA The North Face. Al terzo posto è giunto Corrado Minazzi, un veterano di questa specialità, seguito da Lukas Senoner, del Team SPIA The North Face giunto quarto e Paolo Sacchetti, del Mysticfreeride Team, quinto assoluto e vincitore della categoria snowboard.
“E’ stata una gara veramente impegnativa”, ci racconta a caldo Paolo Sacchetti, “Sono stato a ruota di Corrado per quasi tutta la distanza. Abbiamo scelto una linea molto veloce. Tutta la neve caduta e appesantita in basso dall’alta temperatura ha messo a dura prova le resistenza di tutti”.
Per uno snowboarder riuscire a tenere la linea di uno sciatore Freeride è di per sé già un grandissimo risultato. Paolo in questo modo si è aggiudicato il primo posto nella classifica snowboard seguito da Gabriele Antognazzi e Patrizio Belotti, rispettivamente secondo e terzo.
Musica e spettacolo hanno poi riscaldato atleti e pubblico. La prima edizione del Colere Mysticfreeride è stata realizzata con il patrocinio della Provincia di Bergamo, del Comune di Colere e la collaborazione di Despe, Budweiser, Columbia Sportwear Company, Movement Swiss Freeride Ski Company, SH Plus, New School Snowboard Shop, Subaru Autorota e Dynastar.
Le fotografie dell’evento sono visibili su
www.photophilosophy.it e www.photorider.it.


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