Le Brecciare, itinerario da brivido

di Paolo Pagliacci

Dopo le grandi nevicate d'inizio stagione 2006, un lungo periodo asciutto e soleggiato crea le condizioni favorevoli per le gite scialpinistiche.
Con un innevamento di base a dir poco "storico" ma qualità della neve un po' povera, in attesa della neve nuova, Fabrizio Falfari decide di riprendere l'esplorazione di un versante che non si poteva sciare da anni, poiché mai innevato perfettamente in tutto il suo sviluppo.
Partono così una serie di ripetizioni del versante, sempre guidate da Fabrizio, accompagnato, di volta in volta, da diversi amici che scendono con lui alcune varianti.
Il reportage che segue si riferisce alla Variante destra sciata da Fabrizio e Paolo il 2 Febbraio.
Il
VIDEO documenta una ripetizione, variante sinistra, di Fabrizio (sci), Filippo (sci/camera) e Simone (Telemark).

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Frontignano, giovedì 2 febbraio 2006, al parcheggio vedo un tipo che tira fuori due paia di sci da una Smart bianca. M’immagino il solito “pistaiolo” con gli sci super-sciancrati, così corti da riuscire ad infilarli in quella macchina, ma con enorme sorpresa mi accorgo che sono alti più di 190 cm! Guardo bene e, dietro i baffi inconfondibili, riconosco Fabrizio.
Non faccio in tempo ad incrociare il suo sguardo che lui esclama: “ciao Paolo, hai visto lassù... ci sono stato Sabato scorso, con un tempo schifo, e l’ho chiamata “Le Brecciare”.

Fabrizio non è nuovo a queste cose, non è certo la prima volta che apre un itinerario alternativo ai percorsi tradizionali, battezzandolo con un nome molto pittoresco. Con il dito mi indica un tracciato tra le rocce, sotto la croce di Monte Bove. L’ultima sua ripetizione di questo versante risale addirittura a 12 anni addietro!



Le Brecciare, Monte Bove Nord, versante Sud. Ecco le varianti da noi sciate fino ad oggi

In genere quell’impervio pendio “sparato” a sud, che parte da quota 1900 scendendo fin sotto 1100, individuabile e a malapena tra guglie e falesie, è sempre scarico di neve.
Infatti, quei 20-30 cm che vi si depositano ad ogni nevicata, si sciolgono non appena esce un po’ di sole oppure, in caso di nevicate importanti, gli itinerari diventano davvero instabili e spesso si scaricano da soli.

Quest’anno però non è così; le abbondanti nevicate d’inizio stagione ed i venti settentrionali del periodo successivo, non hanno fatto altro che accumulare neve dentro questi canali, in grande quantità!
Inoltre, il susseguirsi di nevicate, sole, fusioni e ricongelamenti, ha creato un ottimo fondo ed ha stabilizzato un versante assai scosceso, in genere davvero pericoloso. Il solco di una valanga partita dalla vetta ed arrivata quasi in fondo, è un chiaro ammonimento, ma ora è tutto fermo da oltre una settimana.
Valutiamo il percorso abbastanza sicuro, la neve trasformata da diversi giorni di sole, freddi e senza precipitazioni, è sicuramente assestata.

Fabrizio comunque ha già deciso senza tante esitazioni, con quella bella giornata senza ombra di nuvola sarebbe un delitto perdere l’occasione. Si, perché ciò si verifica eccezionalmente, solo nelle annate storiche come quella che stiamo vivendo. L’intero versante è sciabile sino in fondo, in tutte le sue varianti, con un innevamento abbondante e con basso pericolo di valanghe!

Fabrizio sa bene come smontare le mie perplessità iniziali. Oggi sono da solo, senza la mia ragazza, ho voglia di fare qualcosa di nuovo e specialmente “di tosto” e lì non ci sono mai stato. Fabrizio mi aveva sempre detto che mi ci avrebbe portato, non appena si sarebbero verificate quelle eccezionali condizioni, ma sino ad oggi non era mai successo.

In meno di tre ore, dopo mille assicurazioni sulla sicurezza del versante, che a vederlo fa veramente paura, nonché la considerazione che avremmo scattato delle foto uniche, forse irripetibili, mi convince a riporre gli sci da telemark che avevo al seguito, per prendere quelli da freeride. E’ troppo scosceso per tentare l’impresa col tallone libero, non sono ancora abbastanza esperto.
Partiamo dallo skilift dei Jacci, sci ai piedi, alle 13:00; scendiamo in diagonale verso il passetto del lupo, svoltiamo sul lato nord di monte Bicco (tirato “a vetro”) e, in soli 15 minuti, siamo al di sopra del bosco che avvolge la Val di Bove sul versante più a sud, direttamente sotto la vetta di Bove nord. Mettiamo le pelli ed in 20 minuti, sempre con sci ai piedi, arriviamo al dente che separa il canale sud di Bove Nord dal grande anfiteatro che si apre 50 m sotto la croce, dove appunto iniziano “le Brecciare”.


Lo spettacolo è mozzafiato: sotto di noi un dedalo di canali e canyons, incastonati dentro guglie, bastioni, balze e falesie. Si individua facilmente una linea sciabile che dopo l’anfiteatro iniziale (pendenza 55-60%) si apre più dolce (40%) subito sotto, con tutta una serie di possibili deviazioni alternative.

Dopo le foto di rito in vetta cominciamo la discesa. Fabrizio parte per primo, non potrei negargli quest’onore, d’altronde l’itinerario è suo ed è lui che insiste sempre per portarci in posti nuovi. Lo ringrazierò sempre per avermi “tartassato gli zebedei” convincendomi a seguirlo oggi.


La neve è perfetta, dura in superficie, ma con un ottimo grip. Sarà così nella parte alta, per poi trasformarsi gradualmente in morbido firn, nella parte centrale, mollando ancor più nella sezione terminale.
Non è facile descrivere quell’emozione, sai di sciare in un posto impervio, che a vederlo da lontano sembra da folli, ma tu sei lì, non ti accorgi nemmeno della pendenza, ti guardi intorno e ti dici: “ma dove sono? Nel Gran Canyon?”. No! ...stai sciando tra le rocce di Bove Nord, sei a due passi da casa, ma stai cliffando rocce, curvando tra enormi pareti, attraversando incredibili gole.
Solo il tratto finale si apre ampio tra i faggi, sopra un immenso ghiaione ancora completamente innevato, dal quale Fabrizio ha preso spunto per battezzare l’itinerario.


Arrivati in fondo, Fabrizio pronuncia la sua solita frase: “Incredibile!” stavolta è proprio vero.
Si, è stata una discesa incredibile, in una giornata che pensavamo sarebbe rimasta unica e sempre invidiata dai nostri amici, oggi assenti. Non immaginavo che, nei giorni successivi, altri del gruppo avrebbero ripetuto l’impresa, esplorando addirittura nuove varianti.


Che stagione incredibile, forse si ripeterà tra 50 anni, ma oggi io c’ero!


LE BRECCIARE - VIDEO



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