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British Columbia 2012 

Di Lorenzo Campanile, Foto di Fabrizio e Lorenzo, prefazione di Filippo. www.powdermob.com 

 

Lo scorso Febbraio, mentre Lorenzo e Fabrizio se la spassavano in British Coumbia, sentendo al telefono i 

loro commenti entusiasti, spesso chiedevamo loro di mandarci qualche foto. Un bel giorno, dopo tante 

preghiere finalmente ricevemmo questa… Beh, diciamo… meglio di niente! 

 

 

 
Amsterdam 14 marzo 2012. Dopo 12 gg in 
giro per la powder hiway canadese, dopo 
aver sciato la neve migliore e i resorts  più 
belli, dopo aver parlato solamente di 
materiali, di tecnica, di storie di montagna, 
ora distrutti da un volo trans-oceanico, stiamo 
ancora parlando di neve e guardando video 
su YouTube. 
Follia? Forse! Entusiasmo? Sicuro! 
Passione? Certo!  
Un inverno disastroso per le Alpi e folle per 
l'Appennino mi ha spinto fino in Canada alla 
ricerca di neve e nuove avventure. 
Ho deciso tutto all'ultimo momento. Infatti il 
viaggio in Macedonia con gli amici bolognesi 
quest'anno era già saltato, la spedizione in 
Groenlandia non riusciva a prendere forma, 
così, disperato e in astinenza da polvere, ho 
cominciato a raccogliere info x un last minute 
in Canada. 
Le dritte di Osso, i racconti del viaggio di 
nozze di Filippo e letizia, più qualche altra 
info rubata ai vari forum hanno costruito 
l'ossatura dell'ipotetico viaggio. 
Mancava solo la compagnia giusta... l'unico 
in grado di prendere e partire era Fabrizio, un 
sms e una successiva e-mail sono bastati per 
convincerlo. 
Prenotazione immediata e partenza. 

In volo verso Calgary già fantastichiamo, 
buttiamo giù un itinerario di massima, ma 
decidiamo x la massima flessibilità. Si apre 
snow-forecast e si segue la macchia viola... 
ammesso che ci sia. 
Volo perfetto, atterraggio perfetto, le Rockies 
in lontananza mostrano già la loro 
imponenza. 
Ci aspetta una Dodge Caliber grigia... non ci 
siamo proprio, il grigio porta sfiga, ci vuole un 
altro colore per trovare la polvere. Rossa non 
ce l'hanno, ripieghiamo su un bianco candido 
che sarà una scelta azzeccatissima. 
 

 

 
Cominciamo ad avvicinarci alle montagne, il 
paesaggio è bellissimo, a Banf finalmente si 
vedono i primi fiocchi, a Lake Luise invece la 
butta come dio comanda. Arriviamo a Golden 
dopo quasi 3 ore, nevica ancora bene e il 
paese con la neve non sembra così brutto 
come ce lo avevano descritto. 

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Passiamo la notte in un motel economico e la 
ma mattina alle 5, un po' per il jet leg un po' 
per l'eccitazione siamo già vestiti da sci. 
Uova per colazione, un paio di litri di caffè e 
con "born to be wild" a tutto fuoco 
parcheggiamo la nostra candida Caliber nel 
parcheggio di Kicking Horse Mountain. 
Siamo i primi al parcheggio, gli impianti 
ancora non girano. In un batter d'occhio si 
forma una coda di locals armati di fattoni 
pronti a divorarsi ogni pendio. 
In cabina riusciamo a raccogliere parecchie 
informazioni e a fare una prima ricognizione 
aerea del resort. 
 

 

 
La parte bassa  è tutta bosco fitto, in alto 
invece una cresta appuntita apre l'accesso a 
innumerevoli canali, che vengono bonificati 
ed aperti proprio davanti a noi. 
Neve ottima, pendenze giuste, e senza 
neanche una pausa ci sfiniamo le gambe per 
l'intera giornata. Soddisfatti torniamo al motel 
per la rituale hot tube. 
La sera ricomincia a nevicare, nevica tutta la 
notte e la mattina seguente siamo di nuovo i 
primi al parcheggio. È lunedì, e la 
concorrenza è decisamente meno spietata. 
La neve della notte ha resettato tutto, e il 
giorno due a Kickinghorse  è di quelli che non 
si dimenticano. 

 

 
Purtroppo non riusiamo a salire fino alla 
Terminator Peack, la visibilità  è scarsa e 
dobbiamo quindi rinunciare al famoso 
Superbowl. 
Dopo una grande giornata di sci totale, fatto 
di pillows, canali ripidi e polvere fonda ci 
trasferiamo a Revelsoke, la capitale 
canadese per il catskiing ed heliskiing. 
Il paese è molto carino e il nome del motel è 
quello giusto: Powder Springs!  
Appena arrivati ci informiamo subito per il 
catskiing , ma purtroppo sembra tutto già 
prenotato e dobbiamo "ripiegare sul resort" 
sperando che si liberi qualcosa. 
Il jet leg continua ad aiutarci, la sera alle 9 già 
russiamo come leoni, ma la mattina almeno 
siamo sempre i primi in fila agli impianti. 
 

 

 
In attesa dell'apertura, la neve dura come il 
cemento ci butta giù il morale, non abbiamo 
ancora idea di cosa ci aspetterà su in alto. 
Il terreno sotto le cabine è comunque 
interessante, molto ripido e con cliffs e pillows 
di ogni tipo (ovviamente già tutti 
accuratamente “trifolati”).  
 

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Inaspettatamente, ci rendiamo conto che in 
realtà nella notte sono scesi almeno 40 cm di 
leggerissima e meravigliosa nevina! In 
seggiovia poi conosciamo Adriana, una 
spagnola ormai impiantata in Canada matta 
come un cavallo. Già dalla prima discesa ci 
"ingarelliamo" come matti, facciamo la pista 
"the stoke" ovviamente non battuta, senza 
neanche una pausa. 
 

 

 
La spagnola è fortissima, raramente ho visto 
una ragazza andare tanto veloce. 
Nel corso della giornata veniamo a sapere 
che ha partecipato al circuito nord americano 
di freeride, e che porta il bite per non 
distruggersi nuovamente i denti nei cliffs.... 
La sua esuberanza spagnola è coinvolgente, 
riesce a fare Amicizia con tutti i partols  che 
incontra  e farsi a accompagnare nei bowls 
più ripidi. 
La neve in alto è profondissima, i bowls sono 
stati chiusi per 5 giorni; siamo un'altra volta 
nel posto giusto e al momento giusto. 
Il livello degli sciatori è spaventoso, skiers, 
telemarkers e snowboardes si lanciano da 
ogni punto possibile. Alle una… della neve  

 
del mattino è rimasto solo il ricordo! 
Spingendoci nei boschi più esterni riusciamo 
comunque a trovare linee vergini e a finire nel 
modo migliore una grande giornata in uno 
strepitoso resort. 
Salutata la matta spagnola, sulla strada di 
rientro in hotel arriva la chiamata della svolta, 
si sono liberati due posti sul gatto per il giorno 
successivo. 
Perfetto, finalmente possiamo provare 
qualcosa di nuovo. 
Il giorno successivo alle 7 siamo già nel 
parcheggio dell'hotel in attesa di essere 
prelevati. Il land cruiser  della k3 non tarda ad 
arrivare e dopo 40 minuti di strada 
"selvaggia" siamo al punto di partenza dei 
gatti. La compagnia è super professionale ed 
organizzatissima, si fa un breefing e una 
prova ARTVA e poi finalmente si comincia a 
sciare. 
 

 

 
La neve è perfetta, i pendii bellissimi e vari, il 
divertimento impareggiabile. 
La giornata scorre via veloce, senza un 
attimo di tregua, durante le risalite col gatto si 
scambiano impressioni, ognuno racconta la  

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propria linea, i propri salti o le proprie cadute. 
Siamo già tutti amici, non esistono più 
barriere linguistiche, dopo almeno 10 runs 
una più bella dell'altra arriviamo alla fine di 
una giornata superiore alle nostre aspettative. 
Infatti non ci aspettavamo di sciare tanto 
ripido, e cosi tanti metri di dislivello. Le guide 
che ci hanno accompagnato durante la 
giornata sono state super professionali, 
spiegandoci esattamente le linee che 
avremmo percorso solo dopo un'attenta 
valutazione della stabilità del manto nevoso. 
 

 

 
Quando siamo al momento dei saluti ci 
avvertono che si sono liberati due posti per il 
giorno successivo, basta uno sguardo, io e 
Fabrizio ci capiamo in un'istante... saremo là 
anche domani per una giornata ancora più 
avvincente, baciata dal sole mattutino e dal 
folklore di un bavarese che nel posto più 
remoto e silenzioso della terra improvviserà 
una oktoberfest con tanto di canti e 
fisarmonica... 
Avevo tanto sentito parlare di Revelsoke, 
avevo visto innumerevoli film girati nei suoi 
boschi, avevo altissime aspettative da questa  

 
località, devo dire che ci siamo rimessi in 
moto verso una nova destinazione 
decisamente appagati. 

 

 

 
Ora dobbiamo decidere dove andare, il 
nostro sogno sarebbe Retallak o Chatter 
Creek, ma stavolta la fortuna non ci aiuta, 
non c'è un posto disponibile. Durante il 
trasferimento verso Nelson mando delle mail 
di richiesta disponibilità e controllo il meteo 
incessantemente. Ma purtroppo …niente! 
 

 

 
OK, ci godiamo il giorno di viaggio, e lo 
sfruttiamo per riposare le gambe dopo i primi 
5 giorni di fuoco. 

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Il paesaggio è meraviglioso. Rivedo 
finalmente le foreste sterminate che mi 
stregarono nel primo viaggio in Canada da 
bambino. Il viaggio è lungo, non si incontra 
un centro abitato per centinaia di chilometri, 
la radio della macchina non prende nessuna 
stazione, ma non ci si può annoiare. 
Guardiamo fuori a bocca aperta e 
continuiamo a commentare le giornate 
incredibili che abbiamo appena trascorso. 
Passiamo la notte a Nelson per sciare la 
mattina seguente la stazione di White Water. 
Tutti mi avevano parlato molto bene di 
Nelson, la città liberale e hippy. A me sembra 
decisamente squallida e popolata da gente 
strana, infatti la mattina, visto anche il meteo 
sfavorevole, decidiamo di proseguire per 
Fernie e farci un pomeridiano in quella che 
sarà la nostra ultima tappa. 

 

 

 
Fernie invece è bellissima, è una cittadina dal 
sapore western circondata da una corona di 
montagne.  Vivace, ordinata e tranquilla allo  
 

 
stesso tempo, sembra il posto ideale per chi 
ama lo sport e la natura. Sci in inverno, bici e 
pesca l'estate... non male, sembra il posto 
perfetto per passare la pensione... 
Peccato che le temperature siano alte e che 
la perturbazione prevista sia stata 
notevolmente ridimensionata. 
 

 

 
Non ci lasciamo prendere dallo sconforto, il 
posto ci piace e siamo stati già molto fortunati 
per come siano andate le cose. 
All'improvviso la situazione cambia di nuovo: 
il telefono squilla e la gentilissima Jenny di 
Powderhounts.com mi avverte che ci sono 
due posti liberi per la mattina seguente con 
FWA Powdercats. Neanche ho bisogno di 
interpellare il mio compagno di viaggio: 
confermo! 
La musica cambia di nuovo, e la pioggia che 
al mattino aveva bagnato la città, in quota ha 
messo altri 30 cm di polvere, potevamo 
chiedere di meglio per il nostro ultimo giorno 
di catskiing? 

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Si, certo, il gruppo che ha passato la notte al 
lodge di Fwa ha esagerato un pochino con 
l'alcool la sera precedente, e allora un gatto è 
solo per me, Fabrizio ed una coppia 
alaskana.  
 

 

 
Le discese non sono lunghe come quelle di 
Revelsoke, ma il terreno è comunque 
bellissimo, la neve inaspettata caduta nella 
notte è stata una vera manna dal cielo. 
 

 

 
Ora sono in volo verso Roma, stiamo 
sorvolando le povere Alpi. Ogni americano ce 
le invidia, hanno un fascino che forse noi non 
riusiamo a cogliere in pieno. A guardarle da 

 
quassù infatti sono meravigliose, si riconosce 
benissimo il monte Bianco. ho ancora male ai 
piedi per gli scarponi e già  sto sognando di 
percorrere la Valle Blanche, o magari qualche 
itinerario sul Rosa. 
È veramente una maledizione questa 
passione sfrenata per la montagna, non ci si 
accontenta mai, neanche dopo aver fatto un 
viaggio da sogno, in cui  tutto è stato prefetto. 
Un viaggio di scoperte, conferme, risate, 
sfide, conoscenze, pillows saltati, km 
macinati, dollari sperperati e una valigia 
carica  di cose da raccontare. 
 

 

 
I have a dream, ma proprio perché un sogno 
forse difficilmente realizzabile: il prossimo 
anno, un altro giro per la powder hiway, un 
gatto pieno, 12 posti disponibili, io e Fabrizio 
a indicare la strada già percorsa e i 10 posti 
rimasti per gli amici di sempre, quelli che non 
sono potuti venire stavolta, quelli che però ci 
sarebbero, quelli che fanno la differenza, 
quelli che la domenica fanno del nostro 
Appennino un piccolo Canada.
Altre foto a seguire…  

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