Arlberg, l'ultima carta

di Filippo Campanile




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Metà Dicembre 2004, fino ad oggi solamente qualche gelida sciata in ghiacciaio, ma ora siamo davvero smaniosi di assaggiare la prima vera neve dell'inverno, motivati e carichi di tutto l'entusiasmo d'inizio stagione.
Da alcuni giorni stiamo pianificando di ritagliarci un po' di tempo per una breve trasferta "zingara", verso una meta non ancora ben individuata.
Il problema è che siamo oramai a ridosso della presunta partenza e l'arco Alpino è in condizioni davvero pietose, per non parlare dell'Appennino.

Venerdì 17
L'indomani si dovrebbe partire, ma la situazione è disarmante.
Alpi Italiane: pessimo innevamento; Alpi Francesi e Svizzere: innevamento assente; Alpi Austriache: pessimo innevamento. Gran parte delle stazione sono chiuse o aperte solo in minima parte.
Le previsioni parlano di un'imminentissima perturbazione da N/O, già in atto sulla Francia, con esigue speranze di neve per l'Italia.
Si potrebbe tentare con la Francia: nonostante la neve di fondo sia inesistente, sta già nevicando e le previsioni parlano di nuove copiose precipitazioni in arrivo.
Attraverso Internet spaziamo ogni angolo delle Alpi francesi, per raccogliere solamente informazioni frammentarie, che ci confondono solamente le idee, generando nervosismo ed indecisione.
I siti delle varie stazioni sciistiche, sempre perfetti ed eleganti, nel momento del bisogno non servono mai a nulla.
A sera tardi si prende la triste decisione: tutte le variabili giocano a nostro sfavore, trasferta annullata, grande delusione!


Passiamo questa prima splendida giornata sciando senza tregua nei fuoripista della parte bassa, in prossimità delle piste battute, la neve è leggerissima, lo scenario surreale...


Sabato 18
Le notizie che apprendiamo dai vari amici "nordici" ci danno ragione: le nevicate non sono state poi così abbondanti, nemmeno in Francia, e un impetuoso vento da Nord sta già spazzando via tutto....
Vento da Nord? Ma non è questo il vento che fa nevicare in Austria?
Non faccio in tempo a realizzare, che subito arriva la telefonata di Lorenzo: "ho sentito che Innsbruck è sotto una pesante nevicata....".
L'Arlberg balena d'improvviso nei miei pensieri!
Quel paradiso del freeride, che raramente consideriamo nei nostri programmi, non è mai avaro di "morbido" specie in queste situazioni di magra generalizzata!
Controllo subito il sito Internet di St Anton, che è stato appena aggiornato. In homepage scorre una notizia a caratteri cubitali: "perfect snow conditions, powder, good skiing down the resort!".
Oggi anche le previsioni parlano chiaro: ancora tanta neve domani, poi sole Lunedì, sole Martedì, sole Mercoledì.
Stretto giro di telefonate: "Giochiamo l'ultima carta, domani si parte per l'Austria!"


...il "Versante Alaskano", da noi così battezzato ...si presenta vergine....
....lo stesso versante fotografato da me tre anni prima, era completamente "segato"....


Domenica 19 - ore 19
Con una frenata di 600 metri "a tutto ABS" sul traditore schuss finale, l'irriducibile nocciolo duro del gruppo approda a Landeck, sotto una furiosa nevicata; siamo io, Lorenzo, Letizia e Giulia.
Landeck è una piccola città di fondo valle, situata nei pressi di Innsbruck, in posizione assolutamente strategica per raggiungere, in pochi minuti d'auto, diverse resort sciistiche del Tirolo e del Vorarlberg.
L'atmosfera è perfetta, sembra di stare già in montagna, grazie agli oltre 30 cm di morbidissimo manto e al freddo secco e pungente.
Troviamo alloggio nell'accogliente casa/pensione di un gentilissimo signore, per un prezzo davvero modico; si va a letto molto presto, chissà cosa ci attenderà domani?

....dopo alcuni giri di ambientazione, anche noi troviamo le nostre linee più remunerative ed effettuiamo discese di grande soddisfazione....


Lunedì 20, ore 8
Siamo in macchina nel breve tratto di autostrada che si dirama in direzione Arlberg quando, al di la delle ultime nuvole, si cominciano ad intravedere aguzze vette soleggiate, cariche di "morbido" e, più in basso, abeti bianchi come quelli del Canada. Uno scaramantico silenzio di tomba piomba nell'auto, mentre la tensione sale alle stelle....
A St Anton diversi impianti alti sono ancora chiusi, a causa del marcato pericolo valanghe. In effetti, constatiamo con piacere che c'è oltre un metro di neve fresca, forse anche troppa per le nostre fiacche gambe da inizio stagione!
Passiamo questa prima splendida giornata sciando senza tregua nei fuoripista della parte bassa, in prossimità delle piste battute, la neve è leggerissima, lo scenario surreale... Alla sera siamo decisamente provati, ma pienamente soddisfatti.




Martedì 21, ore 8
Partiamo da Landeck con destinazione Zürs, c'è sole e cielo azzurro a 360 gradi.
Zürs, molto vicina a St Anton, offre numerose possibilità di fuoripista su versanti aperti, situati al di sopra della linea arborea.
Si tratta di uno "spot" davvero superbo, dalle linee sciabili così perfette... sembra finto!
Naturalmente ci muoviamo con circospezione, il pericolo valanghe è ancora elevato e anche qui alcuni impianti rimangono chiusi.
La prima cosa che salta all'occhio del rider che approda a Zürs è senz'altro il "Versante Alaskano", da noi così battezzato. Esso oggi, a differenza del solito, si presenta completamente vergine, proprio a causa dell'apertura impianti non completa.
In effetti, i rider austriaci non vanno tanto "per il sottile", hanno il vizio di lanciarsi subito sui versanti più esposti, anche in condizioni davvero critiche.
A metà giornata, dopo alcuni giri d'ambientazione, anche noi troviamo le nostre linee più remunerative ed effettuiamo discese di grande soddisfazione.
Nel pomeriggio, riusciamo addirittura a prendere un autobus che ci conduce a Lech, per poi rientrare a Zürs attraverso un bel fuoripista che, proprio a causa di questa complicazione logistica, è rimasto ancora poco tracciato.


...finalmente ci concediamo il primo giro sulla "seggiovia dei desideri", da noi così ribattezzata...


Mercoledì 22, ore 8
La destinazione è di nuovo St Anton. Questa volta gli impianti sono tutti aperti, il sole splende vigoroso e quasi tutti i valloni della parte alta sono ancora vergini.
Anche oggi iniziamo con circospette ricognizioni ma, dopo aver atteso che i primi audaci "locals" abbiano saggiato la stabilità del manto, finalmente ci concediamo il primo giro sulla "seggiovia dei desideri", da noi così ribattezzata.
Si tratta della seggiovia Schindlergrat, impianto che "incarna" tutti i desideri di un freerider.
Questa seggiovia corre lungo un'affilata cresta, per raggiungere una vetta situata a 2660 m di quota, la Schindler Spitze.
Da questa vetta, oltre ad una lunga pista che in verità non prendiamo molto in considerazione, si diramano: numerosi canalini direttissimi in massima pendenza, un itinerario molto vario ed impegnativo che corre sotto la seggiovia stessa e, infine, due ampissimi e lunghi valloni, il più bello dei quali accessibile con 5-6 minuti di cammino.
Gran parte del terreno è ancora vergine, naturalmente decidiamo che su questo impianto passeremo il resto della nostra terza, ultima e più bella giornata.


...motivati e carichi di tutto l'entusiasmo d'inizio stagione...



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